lunedì 24 settembre 2018

ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI MILANO (1896)

Si tratta di una costola derivata dall’Accademia nazionale di San Luca (Fondata a Roma 1593 da Federico Zuccari). Attualmente l'Accademia nazionale di San Luca è attiva e non facente parte del gruppo. Il Fondatore dell’Università Popolare di Milano “Ettore Ferrari” facente parte della Accademia San Luca, e ispirato dalla scuola dell’arte, ne creò un dipartimento artistico e musicale denominato all’interno della stessa Università Popolare di Milano, “Accademia di Belle Arti di Milano” altresì non facente parte dell’Accademia di Belle Arti di Brera di cui noi risultano evidenze di collaborazione.



L’Accademia di Belle Arti di Milano è parte integrante della Università Popolare degli Studi di Milano una periferica operativa per le formazioni artistiche e musicali. Il Marchio registrato è di proprietà della stessa Università Popolare.

Diversa invece è la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti FIDIA, Accademia riconosciuta a tutti gli effetti come autorizzata dal MIUR per il rilascio di titoli accademici diplomi triennali e specialistici con valore legale. L’accademia di Belle Arti FIDIA non fa parte del gruppo se non come partnership di collaborazione culturale didattica e scientifica.

domenica 23 settembre 2018

ALL’ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI ROMA LA PERSONALE DI MARCELLO MARIANI

Presentata a Roma, nei locali dell’Accademia di Belle Arti in via di Ripetta, presieduta da Mario Alìe diretta da Tiziana D’Acchille, la mostra del pittore aquilano Marcello Mariani scomparso nel 2017.
La personale, promossa dalla Regione Abruzzo, sarà inaugurata l’1 ottobre nei locali del Complesso del Vittoriano e apre idealmente la strada alla ricorrenza del decennale del terremoto, che coinciderà con la primavera dell’anno prossimo.
In un legame indissolubile fra l’artista e la sua città natale, i “muri” da lui dipinti sono stati anche di buon auspicio e quasi di stimolo ideale per la rinascita di uno dei simboli della città, la cinta muraria trecentesca, oggi in gran parte restaurata dopo il terremoto del 2009.
Insieme ad una quindicina di opere, tutte realizzate nel 2009, verranno esposti tre grandi quadri degli anni successivi che testimonieranno le stratificazioni di memorie, di segni, di voci, di storie dimenticate che animano i palinsesti dipinti da Mariani.
E, quasi a colmare la perdita di ciò che è andato distrutto nel terremoto, saranno presentati alcuni straordinari scatti di Gianni Berengo Gardin, insigne maestro della fotografia italiana oltre che amico dell’artista, col suo reportage realizzato prima del sisma e dedicato a Mariani, al suo studio e ai suoi prediletti luoghi aquilani. La mostra di Mariani si lega anche al profondo rispetto che l’artista nutriva per l’Accademia, soprattutto per il messaggio creativo ed etico trasmesso ai più giovani, per quel senso di memoria in divenire espresso anche dalle sue opere post-terremoto.
E questo legame ideale troverà compimento anche nella donazione, da parte degli eredi, di un’opera dell’artista all’Accademia e nell’organizzazione di un laboratorio sulla pittura di Mariani aperto agli studenti e tenuto da due docenti dell’Accademia: Maria Teresa Padula e Vincenzo Scolamiero.
Marcello Mariani (L’Aquila 1938-2017), artista astratto di caratura internazionale, è diventato il simbolo dell’anima ferita, ma indomita, dell’Aquila dopo il devastante terremoto del 2009, dell’arte che non si arrende di fronte all’orrore per continuare a generare bellezza, ricucendo le fratture e suturando le ferite. Dopo aver perso studio e abitazione nel rovinoso sisma, lo si vedeva camminare in silenzio nella periferia dell’Aquila deturpata, lungo strade deserte di quartieri evacuati.
E all’improvviso capitava di vederlo chinarsi per raccogliere polvere e frammenti di cemento, pezzi di intonaco frantumato, cornici salvate dal disastro. Li usava per creare nuove e bellissime opere astratte in cui c’è, anche fisicamente, tutta quell’apocalisse.
Ma soprattutto in quei quadri, tutti del 2009, ed ora esposti all’Accademia di Belle Arti di Roma, si respira un senso di rinascita e di speranza, espresse anche dai colori leggeri, ariosi, mediterranei. In qualche modo, la ricostruzione della città è cominciata proprio da qui, da queste opere in cui l’artista rimette insieme i pezzi di quello che è andato distrutto per ridargli un senso ed una prospettiva volta verso l’avvenire.
Lo si vede bene, tra i lavori in mostra, in un’opera di per sé unica nel suo farsi evidente e dichiarato manifesto della speranza che L’Aquila, pur ferita, fragile e lacerata, possa riprendere presto il volo. E ciò si lega anche alla costante riflessione dell’artista sul rapporto tra frammentazione caotica ed aspirazione alla totalità.

lunedì 17 settembre 2018

ACCADEMIA BELLE ARTI FROSINONE PUNTA SU ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

Corsi tradizionali di Pittura, Scultura, Decorazione, Grafica d'Arte e Scenografia. Ma anche nuovi insegnamenti di Media Art, Graphic Design, Fashion Design e Arte Sacra Contemporanea. E' un'offerta formativa variegata quella proposta dall'Accademia delle Belle Arti di Frosinone che ha appena aperto le iscrizioni per l'anno accademico 2018-2019. L'istituto, che può contare su due sedi nella città principale tra cui il Palazzo Tiravanti ed una terza sede a Ferentino, ha ampliato la propria offerta puntando sull'alternanza scuola-lavoro.



"Credo che occorra una profonda riforma della scuola e dell'Università, ancora troppo distanti dai cantieri o dai laboratori - spiega il presidente dell'Accademia, Ennio De Vellis - Uno dei principali obiettivi del mio mandato era ed è proprio quello di puntare ad avvicinarci alle aziende. Siamo una scuola di arti e mestieri e i nostri corsi devono essere tutti orientati a programmi di alternanza scuola-lavoro".
"Lo stiamo facendo - prosegue De Vellis - e accanto a questo abbiamo invitato il comune di Frosinone e tutti gli altri comuni limitrofi a commissionarci gratuitamente quelle opere che possiamo realizzare con i nostri studenti. Possiamo occuparci di tutto ciò che richiede arte. Noi vorremmo svolgere metà del tempo dei corsi in classe e metà in cantiere, perché c’è bisogno di un confronto con l'esterno".
Il bilancio del mandato è positivo: "Abbiamo più che raddoppiato gli iscritti - annuncia De Vellis - attualmente a quota 1200 ma vogliamo fare di più. C'è un percorso che ci permette di internazionalizzare l'Accademia, portando qui studenti provenienti da Pakistan, Cina e Iran. Venire a studiare a Frosinone è molto semplice, la città è silenziosa ma offre tutti i servizi e il costo della vita è più basso rispetto a città come Roma e Milano. Inoltre abbiamo sempre avuto docenti di altissimo livello e cercato di introdurre ogni anno qualcosa di nuovo.
Per quanto riguarda l'offerta formativa, "quest'anno c'è un accordo con Ferragamo per un percorso formativo in Fashion Design", spiega De Vellis, ed "è molto ricercato il corso di Oreficeria a Ferentino dove organizziamo workshop. Chiuderemo le iscrizioni a novembre e accanto ai tradizionali corsi di Pittura, Scultura, Decorazione, Grafica d'Arte e Scenografia, nel tempo abbiamo introdotto anche nuovi insegnamenti come Media Art, Graphic Design, Fashion Design e Arte Sacra Contemporanea che si tiene a Ferentino con docenti provenienti dal Vaticano come Monsignor Iacobone".

ROMA. ACCADEMIA DI BELLE ARTI RICORDA MARCELLO MARIANI, FORME DAL TERREMOTO

Fino al 29 settembre, l'opera dell'artista simbolo dell'anima ferita del terremoto de L'Aquila.




Marcello Mariani (L’Aquila 1938-2017), artista astratto di caratura internazionale, è diventato il simbolo dell’anima ferita ma indomita dell’Aquila dopo il devastante terremoto del 2009, dell’arte che non si arrende di fronte all’orrore per continuare a generare bellezza, ricucendo le fratture e suturando le ferite. Dopo aver perso studio e abitazione nel rovinoso sisma, lo si vedeva camminare in silenzio nella periferia dell’Aquila deturpata, lungo strade deserte di quartieri evacuati. E all’improvviso capitava di vederlo chinarsi per raccogliere polvere e frammenti di cemento, pezzi di intonaco frantumato, cornici salvate dal disastro.

L’omaggio a Mariani presentato all’Accademia di Belle Arti di Roma, insieme alla mostra che gli verrà dedicata dal 1 ottobre nel Complesso del Vittoriano e promossa dalla Regione Abruzzo, apre idealmente la strada alla ricorrenza del decennale del terremoto, nella primavera dell’anno prossimo. In un legame indissolubile fra l’artista e la sua città natale, i “muri” da lui dipinti sono stati anche di buon auspicio e quasi di stimolo ideale per la rinascita di uno dei simboli della città, la cinta muraria trecentesca, oggi in gran parte restaurata dopo il terremoto del 2009. Insieme ad una quindicina di opere, tutte realizzate nel 2009, verranno esposti tre grandi quadri degli anni successivi che testimonieranno le stratificazioni di memorie, di segni, di voci, di storie dimenticate che animano i “palinsesti” dipinti da Mariani.