giovedì 8 novembre 2018

ALL'UNIVERSITÀ POPOLARE DI MILANO CORSI INTERNAZIONALI


Fra le università private in Italia esistono anche le università internazionali. Fra gli esempi più noti si trova la LUISS, il cui nome completo è Libera Università Internazionale degli Studi Sociali. Un’altra università internazionale, anche se forse non altrettanto nota, è l’Università Popolare degli Studi di Milano, riconosciuta dal MIUR come università internazionale e autorizzata ad emettere titoli riconosciuti nel nostro Paese. Nata oltre 100 anni fa, quando nascevano nelle città italiane numerose università popolari, quando l’accesso all’istruzione era limitato alle classi aristocratiche e abbienti. Con il passare degli anni e l’ampliamento dell’alfabetizzazione di base, le università popolari hanno cambiato i corsi promossi, evolvendosi nella maggior parte dei casi in luoghi in cui è possibile studiare di tutto, dalla letteratura italiana al judo. Fa eccezione l’Università Popolare degli Studi di Milano che, partendo dalla base comune a tutte le università popolari, è diventata una università internazionale, che opera anche in altri paesi nel mondo.




L’Università Popolare degli Studi di Milano può rilasciare titoli in Italia? 

Si, grazie al trattato di Lisbona. Sulla Gazzetta Ufficiale si legge infatti che:
L’università Popolare degli Studi di Milano è regolarmente iscritta all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche n° 58241FKL M.I.U.R. Membro della Confederazione Nazionale delle Università Popolari Italiane (Personalità Giuridica D.M. Università del 21/05/1991 – Gazzetta Ufficiale del 30/08/1991 n°203 anno 132°).
Autorizzata il 14.10.2011 (Roma), con presa d’atto Ministeriale, prot. 313, MIUR Ministero dell’Istruzione – Università – Ricerca; Trastevere 76/A – 00153 Roma, F.to., il sottosegretario del MIUR Senatore Guido Viceconte per rilasciare i titoli accade- mici e con approfondimento di presa d’atto del 14.10.2011 a cura della segreteria Tecnica del Sottosegretario Senatore Guido Vice- conte prof. Roberto Leoni; Dirigente Tecnico -a r. – Consulente che conferma la piena capacità giuridica di svolgere la formazione e rilasciare titoli accademici con valore legale (in virtù di sede della UUPN) in conformità della Convenzione di Lisbona (25-7-2002 supplemento ordinario della gazzetta ufficiale serie generale n.173) Lisbona 11 aprile 1997 “ Convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all’insegnamento superiore nella regione europea” in virtù e rispetto della convenzione. 
L’Università Popolare (internazionale) degli Studi di Milano ha voluto proprio per estrema trasparenza pubblicare tutti gli atti che confermano il riconoscimento ufficiale da parte del MIUR, e anche da parte di Albi particolari ai quali chi si laurea presso questo ente può accedere. Li trovate qui.

ISCRIZIONE AD ALBI DI STATO 

Lo dice il DPR n. 328/2001 che permette a chi lo desideri di svolgere questo semestre prima del conseguimento della laurea, direttamente nel corso di studi universitario, alla sola condizione che venga stipulata una convenzione fra l’Università ed il Consiglio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati.
Alla data del 5 ottobre 2016 i Corsi di laurea convenzionati sono 209 e come è possibile visionare l’Università Popolare di Milano insieme ad altre Università è inserita nella Convenzione per lo svolgimento del tirocinio professionale durante il corso di studi universitario.

In particolare dal DIPARTIMENTO DI ECONOMIA, INGEGNERIA EDAGRIBUSINESS
– Classe L-7 “Ingegneria Civile e Ambientale”
– Classe L-18 “Scienze dell’Economia e della gestione aziendale”
– Classe L-26 “Scienze e Tecnologie alimentari”

In quali nazioni opera l’Università Popolare degli Studi di Milano?

L’Università Popolare degli Studi di Milano opera in Costa d’Avorio, Burkina Faso e Madagascar, grazie a gemellaggi con le università locali, stipulati con l’intento di aiutare le persone di quei paesi a studiare nel loro paese, consentendo loro di migliorare la propria vita grazie alla formazione universitaria. Data la motivazione che aveva portato alla nascita delle università popolari, vale a dire consentire alle fasce deboli delle popolazioni di accedere alla formazione scolastica, l’Università Popolare degli Studi di Milano si rivolge a paesi extraeuropei per rispondere alla sua vocazione, antica ma sempre attuale, di fornire formazione a coloro che non potrebbero permettersela, prendendo sotto la sua tutela paesi e centri di formazione che hanno un effettivo bisogno di essere aiutati. Non si tratta dell’unica università ad operare in Africa, infatti numerose università italiane hanno stretto rapporti di collaborazione in Burkina Faso e in particolare con l’Université de Ouagadougou. E poi ecco le Università sempre italiane che hanno stretto accordi con le sedi universitarie della  Costa d’Avorio.

Quali sono i corsi disponibili?

Oltre alle “facoltà” di Sociologia, Scienze Politiche e Scienze della Comunicazione, l’Università Popolare di Milano promuove ancora corsi di “Ingegneria Civile e Ambientale” che permettono l’iscrizione all’Albo degli Agrotecnici, regolarmente autorizzati e riconosciuti dal MIUR, come si può leggere qui ,grazie al riconoscimento ottenuto dal MIUR nel sistema universitario italiano. 

lunedì 24 settembre 2018

ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI MILANO (1896)

Si tratta di una costola derivata dall’Accademia nazionale di San Luca (Fondata a Roma 1593 da Federico Zuccari). Attualmente l'Accademia nazionale di San Luca è attiva e non facente parte del gruppo. Il Fondatore dell’Università Popolare di Milano “Ettore Ferrari” facente parte della Accademia San Luca, e ispirato dalla scuola dell’arte, ne creò un dipartimento artistico e musicale denominato all’interno della stessa Università Popolare di Milano, “Accademia di Belle Arti di Milano” altresì non facente parte dell’Accademia di Belle Arti di Brera di cui noi risultano evidenze di collaborazione.



L’Accademia di Belle Arti di Milano è parte integrante della Università Popolare degli Studi di Milano una periferica operativa per le formazioni artistiche e musicali. Il Marchio registrato è di proprietà della stessa Università Popolare.

Diversa invece è la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti FIDIA, Accademia riconosciuta a tutti gli effetti come autorizzata dal MIUR per il rilascio di titoli accademici diplomi triennali e specialistici con valore legale. L’accademia di Belle Arti FIDIA non fa parte del gruppo se non come partnership di collaborazione culturale didattica e scientifica.

domenica 23 settembre 2018

ALL’ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI ROMA LA PERSONALE DI MARCELLO MARIANI

Presentata a Roma, nei locali dell’Accademia di Belle Arti in via di Ripetta, presieduta da Mario Alìe diretta da Tiziana D’Acchille, la mostra del pittore aquilano Marcello Mariani scomparso nel 2017.
La personale, promossa dalla Regione Abruzzo, sarà inaugurata l’1 ottobre nei locali del Complesso del Vittoriano e apre idealmente la strada alla ricorrenza del decennale del terremoto, che coinciderà con la primavera dell’anno prossimo.
In un legame indissolubile fra l’artista e la sua città natale, i “muri” da lui dipinti sono stati anche di buon auspicio e quasi di stimolo ideale per la rinascita di uno dei simboli della città, la cinta muraria trecentesca, oggi in gran parte restaurata dopo il terremoto del 2009.
Insieme ad una quindicina di opere, tutte realizzate nel 2009, verranno esposti tre grandi quadri degli anni successivi che testimonieranno le stratificazioni di memorie, di segni, di voci, di storie dimenticate che animano i palinsesti dipinti da Mariani.
E, quasi a colmare la perdita di ciò che è andato distrutto nel terremoto, saranno presentati alcuni straordinari scatti di Gianni Berengo Gardin, insigne maestro della fotografia italiana oltre che amico dell’artista, col suo reportage realizzato prima del sisma e dedicato a Mariani, al suo studio e ai suoi prediletti luoghi aquilani. La mostra di Mariani si lega anche al profondo rispetto che l’artista nutriva per l’Accademia, soprattutto per il messaggio creativo ed etico trasmesso ai più giovani, per quel senso di memoria in divenire espresso anche dalle sue opere post-terremoto.
E questo legame ideale troverà compimento anche nella donazione, da parte degli eredi, di un’opera dell’artista all’Accademia e nell’organizzazione di un laboratorio sulla pittura di Mariani aperto agli studenti e tenuto da due docenti dell’Accademia: Maria Teresa Padula e Vincenzo Scolamiero.
Marcello Mariani (L’Aquila 1938-2017), artista astratto di caratura internazionale, è diventato il simbolo dell’anima ferita, ma indomita, dell’Aquila dopo il devastante terremoto del 2009, dell’arte che non si arrende di fronte all’orrore per continuare a generare bellezza, ricucendo le fratture e suturando le ferite. Dopo aver perso studio e abitazione nel rovinoso sisma, lo si vedeva camminare in silenzio nella periferia dell’Aquila deturpata, lungo strade deserte di quartieri evacuati.
E all’improvviso capitava di vederlo chinarsi per raccogliere polvere e frammenti di cemento, pezzi di intonaco frantumato, cornici salvate dal disastro. Li usava per creare nuove e bellissime opere astratte in cui c’è, anche fisicamente, tutta quell’apocalisse.
Ma soprattutto in quei quadri, tutti del 2009, ed ora esposti all’Accademia di Belle Arti di Roma, si respira un senso di rinascita e di speranza, espresse anche dai colori leggeri, ariosi, mediterranei. In qualche modo, la ricostruzione della città è cominciata proprio da qui, da queste opere in cui l’artista rimette insieme i pezzi di quello che è andato distrutto per ridargli un senso ed una prospettiva volta verso l’avvenire.
Lo si vede bene, tra i lavori in mostra, in un’opera di per sé unica nel suo farsi evidente e dichiarato manifesto della speranza che L’Aquila, pur ferita, fragile e lacerata, possa riprendere presto il volo. E ciò si lega anche alla costante riflessione dell’artista sul rapporto tra frammentazione caotica ed aspirazione alla totalità.

lunedì 17 settembre 2018

ACCADEMIA BELLE ARTI FROSINONE PUNTA SU ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

Corsi tradizionali di Pittura, Scultura, Decorazione, Grafica d'Arte e Scenografia. Ma anche nuovi insegnamenti di Media Art, Graphic Design, Fashion Design e Arte Sacra Contemporanea. E' un'offerta formativa variegata quella proposta dall'Accademia delle Belle Arti di Frosinone che ha appena aperto le iscrizioni per l'anno accademico 2018-2019. L'istituto, che può contare su due sedi nella città principale tra cui il Palazzo Tiravanti ed una terza sede a Ferentino, ha ampliato la propria offerta puntando sull'alternanza scuola-lavoro.



"Credo che occorra una profonda riforma della scuola e dell'Università, ancora troppo distanti dai cantieri o dai laboratori - spiega il presidente dell'Accademia, Ennio De Vellis - Uno dei principali obiettivi del mio mandato era ed è proprio quello di puntare ad avvicinarci alle aziende. Siamo una scuola di arti e mestieri e i nostri corsi devono essere tutti orientati a programmi di alternanza scuola-lavoro".
"Lo stiamo facendo - prosegue De Vellis - e accanto a questo abbiamo invitato il comune di Frosinone e tutti gli altri comuni limitrofi a commissionarci gratuitamente quelle opere che possiamo realizzare con i nostri studenti. Possiamo occuparci di tutto ciò che richiede arte. Noi vorremmo svolgere metà del tempo dei corsi in classe e metà in cantiere, perché c’è bisogno di un confronto con l'esterno".
Il bilancio del mandato è positivo: "Abbiamo più che raddoppiato gli iscritti - annuncia De Vellis - attualmente a quota 1200 ma vogliamo fare di più. C'è un percorso che ci permette di internazionalizzare l'Accademia, portando qui studenti provenienti da Pakistan, Cina e Iran. Venire a studiare a Frosinone è molto semplice, la città è silenziosa ma offre tutti i servizi e il costo della vita è più basso rispetto a città come Roma e Milano. Inoltre abbiamo sempre avuto docenti di altissimo livello e cercato di introdurre ogni anno qualcosa di nuovo.
Per quanto riguarda l'offerta formativa, "quest'anno c'è un accordo con Ferragamo per un percorso formativo in Fashion Design", spiega De Vellis, ed "è molto ricercato il corso di Oreficeria a Ferentino dove organizziamo workshop. Chiuderemo le iscrizioni a novembre e accanto ai tradizionali corsi di Pittura, Scultura, Decorazione, Grafica d'Arte e Scenografia, nel tempo abbiamo introdotto anche nuovi insegnamenti come Media Art, Graphic Design, Fashion Design e Arte Sacra Contemporanea che si tiene a Ferentino con docenti provenienti dal Vaticano come Monsignor Iacobone".

ROMA. ACCADEMIA DI BELLE ARTI RICORDA MARCELLO MARIANI, FORME DAL TERREMOTO

Fino al 29 settembre, l'opera dell'artista simbolo dell'anima ferita del terremoto de L'Aquila.




Marcello Mariani (L’Aquila 1938-2017), artista astratto di caratura internazionale, è diventato il simbolo dell’anima ferita ma indomita dell’Aquila dopo il devastante terremoto del 2009, dell’arte che non si arrende di fronte all’orrore per continuare a generare bellezza, ricucendo le fratture e suturando le ferite. Dopo aver perso studio e abitazione nel rovinoso sisma, lo si vedeva camminare in silenzio nella periferia dell’Aquila deturpata, lungo strade deserte di quartieri evacuati. E all’improvviso capitava di vederlo chinarsi per raccogliere polvere e frammenti di cemento, pezzi di intonaco frantumato, cornici salvate dal disastro.

L’omaggio a Mariani presentato all’Accademia di Belle Arti di Roma, insieme alla mostra che gli verrà dedicata dal 1 ottobre nel Complesso del Vittoriano e promossa dalla Regione Abruzzo, apre idealmente la strada alla ricorrenza del decennale del terremoto, nella primavera dell’anno prossimo. In un legame indissolubile fra l’artista e la sua città natale, i “muri” da lui dipinti sono stati anche di buon auspicio e quasi di stimolo ideale per la rinascita di uno dei simboli della città, la cinta muraria trecentesca, oggi in gran parte restaurata dopo il terremoto del 2009. Insieme ad una quindicina di opere, tutte realizzate nel 2009, verranno esposti tre grandi quadri degli anni successivi che testimonieranno le stratificazioni di memorie, di segni, di voci, di storie dimenticate che animano i “palinsesti” dipinti da Mariani.